logo Maria Madre 2017

 

La maternità di Maria ha un duplice volto e questo giustifica la posizione del tutto speciale che lei assume nella storia cristiana: da una parte è la madre attraverso la quale Dio prende dimora tra gli uomini, in lei il Verbo ha preso carne umana; dall’altra, proprio attraverso il Figlio che è allo stesso tempo «vero uomo e vero Dio», lei continua a trasmettere agli uomini la possibilità di partecipare alla vita divina.

L’attenzione prioritaria a “Figlio” non sminuisce il ruolo materno di Maria: il titolo di “Madre di Dio” che la fede cristiana le riconosce, per quanto appaia paradossale non esprime altro che la missione di Maria nella storia umana in quanto possibile storia di salvezza. Maria non ha ricevuto il dono d’essere madre di Gesù per sé sola, ma per tutta l’umanità.

Il vangelo ci fa rivivere il significato dell’evento natalizio, con i suoi personaggi e il suo clima: i pastori, simboli dell’umanità che attende il suo riscatto; Giuseppe, che nel silenzio custodisce e protegge il mistero; e il Bambino, che nella sua fragilità altro non chiede se non di essere accolto. In tale clima Maria «serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore».

Al centro della prima lettura sta il “Nome” di Dio, ossia l’essenza del mistero della persona che il nome condensa in sé: la benedizione promessa a coloro che lo invocheranno. Invocare il nome del Signore vuol dire invocare la sua presenza e la sua protezione.

La seconda lettura, unendo insieme il ruolo di Maria-madre a quello di Dio-Padre, ci è di aiuto per comprendere il senso dell’evento natalizio: nella “pienezza del tempo” Dio ci ha donato il Figlio per renderci suoi “figli”!

Santa Famiglia Logo 2017

 

La famiglia appare nella Scrittura come il luogo della benedizione di Dio: pace e concordia, solidarietà e reciprocità d’aiuto, apertura al futuro attraverso la generazione dei figli ne sono le caratteristiche che la rendono immagine della relazione di alleanza di Dio con il suo popolo. Oggi la crisi della famiglia crea difficoltà a percepire questo messaggio.

E tuttavia la comunità cristiana non può rinunciare a comprendersi come “famiglia di Dio” e a modellare anche le relazioni intrafamiliari sui valori che vengono proposti dalla parola di Dio e dall’esempio che viene dalla famiglia di Nazaret.

Il vangelo presenta Gesù dentro il tessuto di una famiglia umana concreta, in un quadro realistico di ordinamenti, vicende e relazioni proprie del suo ambiente. E tuttavia conclude mettendo in evidenza la presenza di Dio in quella famiglia, in cui «il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era sopra di lui».

La pienezza della sapienza in Gesù rappresenta il compimento della promessa messianica richiamata dalla prima lettura: al centro sta l’alleanza che Dio offre all’umanità e che chiede solo una risposta di accoglienza fiduciosa.

In questo senso la seconda lettura presenta la fede di Abramo e di Sara come l’atteggiamento del vero credente: è tale chi sceglie di fondare la propria esistenza sul Dio affidabile.

Natale 2017

 

Il Natale cristiano non può essere ridotto ad una tradizione annuale carica soltanto di folclore emotivo, non è una favola per quanto sfavillante di luci e colori. È la festa memoriale della nascita di Gesù, nel quale Dio ha preso dimora fra gli uomini.

Gesù, che oggi contempliamo nella fragilità di un “bambino”, è parte concreta e irrinunciabile della storia umana, lo si accolga o meno egli rimane carne della nostra umanità: il Verbo si è fatto carne! La Parola, che sta all’origine e alla fine della storia, è carne di questa umanità. Il senso profondo del messaggio di Natale non distrugge la sua “poesia” e neppure la sua cornice festosa, tuttavia rimanda ad una consapevolezza più profonda: Dio si è fatto parte della nostra storia e noi siamo diventati suoi figli in modo del tutto speciale.

Il vangelo, nelle tre diverse celebrazioni oggi previste, è memoria, racconto e annuncio del senso profondo della festa: in Gesù, fragile bambino, Dio diventa speranza di salvezza per una umanità destinata alla morte: con la sua nascita, con la sua vita, con la sua morte e risurrezione, egli apre a noi un nuovo futuro, ci merita la vita eterna. Il Natale è rivelazione dell’Emmanuele, di Dio che vuole stare per sempre con gli uomini.

Le prime letture anticipano, ognuna a suo modo, la promessa di pace e di giustizia connessa all’Emmanuele. Da credenti sappiamo che il male nel mondo non può essere sradicato con le nostre forze. Noi possiamo solo invocare pace e giustizia da Dio e collaborare alla sua azione nella storia.

Nelle seconde letture il dono di Gesù all’umanità appare come manifestazione della grazia di Dio, la rivelazione della sua bontà, l’irradiazione della sua gloria: nel Figlio siamo resi figli ed eredi di Dio stesso.

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