Natale 2017

 

Il Natale cristiano non può essere ridotto ad una tradizione annuale carica soltanto di folclore emotivo, non è una favola per quanto sfavillante di luci e colori. È la festa memoriale della nascita di Gesù, nel quale Dio ha preso dimora fra gli uomini.

Gesù, che oggi contempliamo nella fragilità di un “bambino”, è parte concreta e irrinunciabile della storia umana, lo si accolga o meno egli rimane carne della nostra umanità: il Verbo si è fatto carne! La Parola, che sta all’origine e alla fine della storia, è carne di questa umanità. Il senso profondo del messaggio di Natale non distrugge la sua “poesia” e neppure la sua cornice festosa, tuttavia rimanda ad una consapevolezza più profonda: Dio si è fatto parte della nostra storia e noi siamo diventati suoi figli in modo del tutto speciale.

Il vangelo, nelle tre diverse celebrazioni oggi previste, è memoria, racconto e annuncio del senso profondo della festa: in Gesù, fragile bambino, Dio diventa speranza di salvezza per una umanità destinata alla morte: con la sua nascita, con la sua vita, con la sua morte e risurrezione, egli apre a noi un nuovo futuro, ci merita la vita eterna. Il Natale è rivelazione dell’Emmanuele, di Dio che vuole stare per sempre con gli uomini.

Le prime letture anticipano, ognuna a suo modo, la promessa di pace e di giustizia connessa all’Emmanuele. Da credenti sappiamo che il male nel mondo non può essere sradicato con le nostre forze. Noi possiamo solo invocare pace e giustizia da Dio e collaborare alla sua azione nella storia.

Nelle seconde letture il dono di Gesù all’umanità appare come manifestazione della grazia di Dio, la rivelazione della sua bontà, l’irradiazione della sua gloria: nel Figlio siamo resi figli ed eredi di Dio stesso.

4 domenica di avvento 2017

 

Il messaggio della liturgia è oggi questo: Dio vuole porre la sua dimora in mezzo agli uomini. La vera casa di Dio è dunque l’umanità, in quanto egli si rivela signore della storia e salvatore. Gesù sarà il volto di questa volontà e di questo progetto di salvezza. È una questione di alleanza e di fedeltà: le pietre vive della dimora di Dio sono coloro che accettano la sua alleanza e rimangono a lui fedeli, coloro che dicono sì al suo progetto e accettano di farsene collaboratori. Il mistero nascosto per secoli è ora rivelato proprio da Gesù: fare dell’umanità il tempio di Dio, la dimora della sua presenza e della sua misericordia.

Il vangelo indica in Maria e Giuseppe le prime pietre vive della casa di Dio fra gli uomini: con il loro sì incondizionato danno inizio ad una storia nuova dell’umanità, la storia di una collaborazione tra Dio e l’uomo, una storia di salvezza che Gesù porterà a pienezza.

Il richiamo all’iniziativa di Dio nella prima lettura elimina ogni forma di pretesa di autosalvazione da parte dell’uomo: a Davide che vuole edificare un tempio per dare a Dio un centro visibile e materiale di culto, e che si presenta come protagonista, Dio stesso ricorda che è lui il vero costruttore.

Alla domanda di quale sia lo scopo dell’agire di Dio nella storia degli uomini risponde la seconda lettura: nella persona e nella vita di Gesù Cristo si rivela il piano misterioso di Dio, la volontà di raccogliere gli uomini in un’unica famiglia.

 

 

 

Joomla templates by a4joomla