4 domenica di avvento 2017

 

Il messaggio della liturgia è oggi questo: Dio vuole porre la sua dimora in mezzo agli uomini. La vera casa di Dio è dunque l’umanità, in quanto egli si rivela signore della storia e salvatore. Gesù sarà il volto di questa volontà e di questo progetto di salvezza. È una questione di alleanza e di fedeltà: le pietre vive della dimora di Dio sono coloro che accettano la sua alleanza e rimangono a lui fedeli, coloro che dicono sì al suo progetto e accettano di farsene collaboratori. Il mistero nascosto per secoli è ora rivelato proprio da Gesù: fare dell’umanità il tempio di Dio, la dimora della sua presenza e della sua misericordia.

Il vangelo indica in Maria e Giuseppe le prime pietre vive della casa di Dio fra gli uomini: con il loro sì incondizionato danno inizio ad una storia nuova dell’umanità, la storia di una collaborazione tra Dio e l’uomo, una storia di salvezza che Gesù porterà a pienezza.

Il richiamo all’iniziativa di Dio nella prima lettura elimina ogni forma di pretesa di autosalvazione da parte dell’uomo: a Davide che vuole edificare un tempio per dare a Dio un centro visibile e materiale di culto, e che si presenta come protagonista, Dio stesso ricorda che è lui il vero costruttore.

Alla domanda di quale sia lo scopo dell’agire di Dio nella storia degli uomini risponde la seconda lettura: nella persona e nella vita di Gesù Cristo si rivela il piano misterioso di Dio, la volontà di raccogliere gli uomini in un’unica famiglia.

 

 

 

2 domenica di avvento 2017

 

La speranza cristiana non è attesa vuota, la certezza di avere dalla nostra parte un Salvatore non lascia nell’indifferenza e nell’inerzia.

Tutta la Parola che anima la liturgia odierna parla di conversione, di cambiamento. La preghiera autentica, che chiede la venuta del Signore, si confronta necessariamente con la vita quotidiana e con i gesti che possono esprimere la densità dell’incontro atteso: condividere, perdonare, accogliere, aiutare... diventano allora i verbi di una vita di fede che prepara la strada al Signore che viene a salvarci. La conversione cristiana è un cammino di maturazione continua e di trasfigurazione della sua quotidianità alla luce della grazia.

Nella figura di Giovanni Battista e nella sua predicazione di un battesimo di conversione il vangelo orienta in modo efficace a Gesù atteso quale rivelazione del Padre: è lui che immerge nello Spirito di Dio, è lui la sapienza che guida il nostro cammino terreno.

La prima lettura anticipa la speranza e la gioia a cui il vangelo di Gesù darà compimento: in essa ascoltiamo la profezia di Isaia, che annuncia come Dio torni ad essere pastore del suo popolo e lo guidi e lo sorregga nel cammino di conversione.

Questa richiesta di cambiamento in noi è presente anche nella seconda lettura: cieli nuovi e una nuova terra, nella quale avranno stabile dimora la giustizia e la pace, saranno possibili solo se la venuta del Signore troverà accoglienza e disponibilità.

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