A partire da quel sepolcro vuoto bisognerà rileggere tutta la storia di Gesù; a partire da quel sepolcro vuoto bisognerà capire quello Lui ha detto e che ha fatto, anzi bisognerà capire veramente chi è Lui.

E le sorprese sono tante, tante le tessere che, ponendosi al loro posto, ci rivelano in profondità il dono del Signore, il valore della sua parola, la luce dell’incontro con lui, il senso profondo della croce e del suo amore, senza riserve, senza condizioni, gratuito.

Non c’è alcun corpo da conservare in un sepolcro, non ci sono riti di commiato per onorare un defunto: il sepolcro è vuoto e Gesù è risorto!

Chi vuole incontrarlo, dovrà cerarlo per le strade della vita, non in una tomba; chi vuole eseguirlo deve vincere paure e riserve per sbilanciarsi totalmente nella speranza, per iniziare cammini sempre nuovi e relazioni sempre vive.

La tristezza e il dolore spesso ci conducono alla tomba, alle risposte consuete e agli schemi già collaudati. L’annuncio dell’Angelo ci obbliga ad andare oltre, a lasciare alle spalle paure e delusioni, calcoli e progetti.

Fare Pasqua significa partire per un itinerario nuovo, fatto di ricerca e di cammino; significa andare a un appuntamento con Chi ci precede sempre perché vivo e sorprendente, perchè si fa incontrare per le strade del mondo, in un altrove che sempre affascina e trascina.

Fare Pasqua non è, dunque, solamente un ricordare ma è un’esperienza che muove, che obbliga a partire, se si vuole incontrare il Signore dei vivi che ha vinto la morte. In fondo solo questo conta; non le reliquie del passato ma l’esperienza sconvolgente del presente, ricco di amore e di futuro, ricco di compagnia e di benedizione.

Dovrò smettere di cercare il Cristo tra i morti; non è qui; si può incontra solo sulle strade della Galilea, sulle strade della vita ordinaria e quotidiana. La Galilea è un luogo di passaggio, di scontri e di mescolanze; è lì, nel mare aperto della storia che egli incontrerà i suoi, nel suo stile di vita che rivela la ricchezza dell’uomo amato da Dio.

Ora la vita irrompe, ora i cuori si aprono alla gioia e alla speranza, ora si può incontrare il Signore nel fiume della vita quotidiana, lungo le vie del mondo. Ora la morte è vinta e la speranza abita i cuori.

Cerchiamo le cose nuove perché le vecchie sono passate; cerchiamo la vita perché la morte è stata sconfitta; cerchiamo l’amore perché l’odio, la violenza, la sopraffazione e quanto manifesta la forza della morte è vinto proprio da chi, innocente, ha subito la croce e l’ha vinta con l’amore.

Dalla tomba vuota si aprono i cammini di Pasqua, i cammini dei figli della Pasqua. Rinati con gioia riprendiamo la strada.

 

 

 

 

 

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